giovedì 12 agosto 2010

il SISTEMA CIRCOLATORIO in una maglietta



L'idea è venuta a nostro figlio maggiore EMILIO
la cosa fantastica è che, oltre a "indossare" vene e capillari come sono sotto pelle, se metti una mano nel cuore lo senti battere.
Un effettone speciale che ha molto meravigliato Olmo.

Ho usato colori acrilici dati a pennello che non se ne vadano al primo lavaggio, per ora ho fatto questa che verrà regalata ad Emilio (non so' se avete notato ma la taglia è un po' abbondante per Olmo) ma l'idea è far realizzare al bambino una maglietta per ogni apparato.

martedì 27 luglio 2010



Svolazzano nella ricerca del loro posto gli attimi,
alcuni si ritrovano nel sentimento dell' amore ,
altri in quello dell' odio,
mentre alcuni che la mente non trova importanti,
si nascondono nell’ angolo dei ricordi,
dove lottano per rimanere nella mente degli incoscenti;
che ignari di tutto continuano
a creare attimi, che si trasformeranno
In sentimenti.


Olmo Roscini

BUONA ESTATE a tutti voi

domenica 20 giugno 2010

Drago è uno spettacolo con Olmo

Il bambino inserito alla pari in un gruppo familiare di attori è consapevole e orgoglioso di partecipare ad un operazione da "grandi".
Il promo che vi sottopongo è stato girato in alcune feste a cui abbiamo partecipato affiancati dal nostro piccolo grande Olmo, buon divertimento.


martedì 15 giugno 2010

ESPERIMENTI SULL'ACQUA








ACQUA
questo è uno degli argomenti trattati in 4° elementare.Olmo e io ci siamo divertiti un mondo sperimentando.
Vi cito alcuni dei giochi scientifici che abbiamo realizzato insieme:
C'E' ACQUA NELL'ARIAprendi un bicchiere e asciugalo benissimo.
Mettilo nel congelatore per qualche ora.Tiralo fuori e vedrai formarsi mille e mille goccioline d'acqua sulla sua superficie,
L'acqua che c'è nell'aria (sotto forma di vapore acqueo) a contatto con le pareti fredde del bicchiere si ricondenzano ritrasformandosi di nuovo in acqua "liquida".
CORRENTI MARINE:
prendi una bottiglia d'acqua e aggiungi del colore (rosso? colorante china)
poi metti la bottiglia in congelatore ( per freddarla ma non congelarla)
quando l'acqua colorata è molto fredda
riempi la vasca da bagno con acqua calda.L'esperimento consiste nell'immergere la bottiglia sul fondo della vasca d'acqua calda, schiacciare per fare uscire l'acqua colorata e osservare che per diversi secondi (fino a quando le temperature non si contaminano) acqua fredda e calda non si mescolano.
TENZIONE SUPERFICIALE
prendi un contenitore e mettici dell'acqua.
ritaglia da un piatto di plastica una freccia così
poi metti la freccia sulla superficie dell'acqua, galleggerà.
Fai cadere in acqua (dietro il punto A) una goccia di sapone liquido per le mani.
La freccia-barchetta partirà velocemente in avanti.
Il sapone ( che è un tensioattivo) spezza la tenzione superficiale dell'acqua
dando una spinta alla freccia.Queso gioco scientifico è talmente magico che è entrato a far parte di un nostro spettacolo
ACQUABUS dove facciamo giochi, esperimenti e letture sul tema dell'acqua.
Sullo stesso tema naturalmente BOLLE di SAPONE . Poi un esperimento semplice che ad Olmo è piaciuto tantissimo:prendi un bicchiere e riempilo d'acqua fino all'orlo.
Rimedia un contagocce e fai aggiungere al bambino tante gocce fin quando non verserà.
Noi facevamo delle scommesse sul numero di gocce.
Sotto gli occhi increduli di Olmo la superfice dell'acqua nel bicchiere si "gonfiava" trattenuta da una pellicola invisibile per un bel po' prima di fuoriuscire.

Fare esperimenti è un bel modo per spiegarsi le cose.
Io ho imparato molto.
Spero che vi divertiate anche voi con questi, a me è piaciuto talmente tanto che con mia figlia Aurora abbiamo stampato (in proprio) un libricino che si intitola "4 lacrime" e che è la storia del ciclo dell'acqua raccontato per l'appunto da 4 lacrime.


Aggiungo alcune foto dell'acquaBUS, un autobus trasformato in un veliero dentro e fuori del quale, oltre a leggere e fare esperimenti:
raccontiamo storie sull'acqua


costruiamo strumenti musicali che ricreano i "suoni" dell'acqua


eccolo il nostro autobus il
filiBUStiere
un mezzo a servizio della
DIDATTICA della FANTASIA







mercoledì 9 giugno 2010

8,7,8 i voti


Eccoli quà i voti
gli immancabili, insulsi e inutili voti di cui avevamo fatto volentieri a meno per 5 anni.
Ebbene si! Siamo andati a dare l'esame di idoneità, come previsto dalla legge, nella scuola media. Il bambino era un po' teso ( e te credo) l'idea di essere "valutato" da emeriti sconosciuti non garbava a nessuno ma ... la legge è la legge.
Quindi alle 10 del mattino ci siamo trovati (noi famiglia) con i professori (2) e la preside seduti in direzione (dove era stato messo un piccolo banco per Olmo).
Frasi di cortesia, presentazioni e poi si comincia, la direttrice consegna ad Olmo un testo da leggere e gli chiede di farlo ad alta voce (fortuna che è un attore nato, mi chiedo un bambino timido quanto avrebbe sofferto) lui interpreta e se ne asce disinvolto dalla prova, strappa commenti entusiasti sulla lettura egregiamente interpretata, ci guarda e sorride.
E' la volta della comprenzione, la fiaba è bruttina e ad Olmo si legge in faccia che non piace, ma non lo dice, spiega i contenuti riassumendo.
La direttrice gli chiede quali desideri avrebbe espresso Olmo se un mago (come quello della fiaba letta) glielo avesse chiesto. Olmo ci pensa. Una manciata di secondi che sembrano lunghissimi per noi che aspettiamo, lui non ha fretta, non ha mai fretta.
"Vorrei avere un bel pezzo di terra con alberi da frutto e tanti ortaggi biologici, dove chi vuole può andare a raccogliere quel che vuole e mangiare bene"
Che ne sa' la direttrice che Olmo con sua sorella si sta confrontando con semensai, pacciamature, zappe e irrigazioni? Nulla! Quindi la risposta le sembra troppo adulta dunque insiste: "Puoi esprimere anche un desiderio più da bambino" Gli dice, Olmo la guarda, altri secondi di silenzio. Noi che lo conosciamo sappiamo che prende le domande sul serio, a questo punto sta già pensando che ciò che desidera veramente è troppo intimo da raccontare ad un estranea ma, la vuole compiacere e dunque risponde:
"Vorrei morire a 100 anni e vorrei che con me ci fosse tutta la mia famiglia, ancora viva e in buona salute, ancora meglio se potessimo morire tutti insieme, così nessuno soffrirebbe per la morte di un altro"
Cosa ne sa la direttrice delle morti vissute in famiglia da Olmo? Nulla!
Quindi replica poco soddisfatta "Va bene! Procediamo con la prova scritta"
Olmo ci guarda: " Ma questa che vuole? Sembra chiederci?"
Certo che poteva rispondere (come è successo a casa dopo un film simile alla fiaba) "Vorrei essere un cartolaio così pago le carte dei pokemon la metà" Ma che ne sa la direttrice della lunga discussione tenuta in famiglia su come un desiderio, e uno solo, era poco quindi bisognava trovare qualche cosa di molto importante da chiedere.
Comunque si procede, il tema è "Parlaci di te", il ragazzino chiede un vocabolario, comincia a scivere lentamente (vuole scrivere in bella calligrafia e sta cercando di non fare errori) consulta il dizionario più volte, passano i minuti, il silenzio nell'aula si fa pesante ma lui non ha fretta, non ha mai fretta.
"Volete fare un giro nella scuola?" Ci chiede la direttrice "Si!" Rispondiamo dopo aver guardato Olmo che è concentratissimo.
Un prfessore (che scopriamo essere di musica) gentilissimo ci accompagna fra aule e laboratori, sentiamo dei bambini cantare e ne vediamo altri giocare a pallavolo nel giardino fuori. Incontriamo insegnanti conosciute in altre esperienze. Parlottiamo di questo e quello poi torniamo. Olmo ha scritto una pagina ma sembra ancora assorto.
La direttrice che si è concentrata al computer lo guarda e dice " Con la scrittura dovrai esercitarti un po' durante l'estate, sei un po' lento"
Vorrei urlare. Mi trattengo, ci tratteniamo un po' tutti. Olmo conclude, rilegge e consegna.
Prova di matematica : moltiplicazione e divisione a 3 cifre con la virgola.
E le frazioni? le potenze e la geometria? Non c'è tempo per verificare ... meglio pensiamo tutti, ma in fondo un po' ci dispiace, questi insegnanti non hanno voluto vedere neanche i quaderni che abbiamo riempito durante l'anno, le poesie, le figure solide costruite con cartoncini e nastro, le ricerche e ... meglio così, ce ne andiamo prima. In fondo è un esame pro forma, il bambino ci ha chiesto di fare un tentativo di inserimento , il prossimo anno vuole andare alle medie come tutti gli altri, la preside ci ha spiegato che "tanto rifanno tutto da capo", quindi ora ci guardiamo intorno e non vediamo solo una scuola, vediamo un luogo dove nostro figlio il prossimo anno affronterà una nuova e ben più importante prova, l'integrazione in un sistema totalizzante (ingresso alle 8 uscita alle 13,05 tutti i giorni compreso il sabato e due giorni di rientro con menza alla settimana fino alle 16) il rapporto con adulti abituati a dividere gli esseri umani in categorie con tanto di test e moduli appropriati e poi orari e tempi da rispettare e Olmo che non ha mai fretta.
L'esame si conclude dopo una serie di schede di grammatica e una domanda sulle province di geografia. La preside si congratula con Olmo che è stato promosso, dopo un ora e mezza di esame siamo fuori, Olmo vuole andare di corsa a casa per spogliarsi e fare un bagno sul laghetto.
"Che ti hanno dato papà, che cos'è quel foglio, me lo fai vedere?"
Il foglio ve lo allego, certifica i livelli di competenza e i voti dell'allievo.
"Sono intermedio! A scrittura misà che c'ho preso 7 è ma'? Non è mica tanto? Vero? E che significa capacità e potenzialità specifica rilevate nell'area?"
"Nulla figlio mio, quei numeri e quelle scritte in realtà non significano nulla.
Sei stato bravissimo, sii orgoglioso di te".

Domani è già estate, l'esame un ricordo e all'autunno ci penseremo più in là.



venerdì 4 giugno 2010

COMEFUCCHE' INVENTARONO LO STAMPATELLO MINUSCOLO


"Perchè bisogna scrivere lo stampatello minuscolo mamma? Non basta quello maiuscolo, non si capisce già tutto?"
"No, figlio mio, devi sapere che una volta, tanti anni fa viveva, in un paese lontano lontano una maestra, bella e buona , che si chiamava Bianca, questo era il suo nome e di cognome faceva Farina. Quando era piccola molti bambini l'avevano presa in giro per via di quel suo nome che scritto così "farina bianca" la faceva sembrare una cosa da mangiare. Comunque, anche se la ragazza aveva molto sofferto per quell suo nome questo non le aveva impedito di crescere bella e buona. Due cose amava Bianca, la lettura e il pane.Un giorno un ragazzo che le piaceva molto (quasi come il pane) le si avvicinò e le dichiarò il suo amore, Bianca era felicissima, stava quasi per dire si quando pensò di chiedergli come si chiamava. "Guido Sacchetti" rispose il ragazzo e la povera bianca impallidì. Bianca Farina in Sacchetti sarebbe stato il suo nome da sposata. No, no, no, non si poteva proprio fare, avrebbero di nuovo cominciato a prenderla in giro, avrebbero riso pure i suoi alunni a scuola. Bianca disse di no al suo innamorato e si chiuse in casa a soffrire per amore. A nulla valevano i fiori, le lettere d'amore e i cioccolatini che Guido le mandava, Bianca era irremovibile. Finchè un giorno al ragazzo non venne in mente di regalarle qualche cosa di così bello che Bianca non avrebbe potuto rifiutare. Andò dal panettiere e si fece fare tanti panini quante erano le lettere dell'alfabeto, a forma di lettere dell'alfabeto (maiuscole naturalmente) . Così avrebbe regalato a Bianca il pane da leggere.
La ragazza non riuscì a rifiutare il dono, era emozionata e le mani le tremavano quando accettò il paniere delle lettere.
Fu probabilmente a causa di quell'emozione che, volendolo portare in cucina, Bianca inciampò.
Le letterine di pane caddero a terra, alcune si ruppero, altre no, ma la ragazza nel tentativo di riordinare quel buonissimo alfabeto fu illuminata da un idea...
Prese le letterine rotte e girandole fra le dita trovò che avevano senso anche così, e che da allora le avrebbe scritte (e insegnate) per distinguere i nomi delle cose e quelli delle persone, perchè il suo cognome FARINA non fosse più una cosa ma un nome proprio, di lei sola.
Da quel giorno i bambini impararono a scrivere le letterine piccole e quelle grandi per andare a capo e per distinguere i nomi comuni dai nomi propri e ... Bianca Farina si sposò con l'amato Guido Sacchetti ma nessuno li prendeva più in giro, altrimenti avrebbe fatto la figura dell'ignorante"
Ho raccontato questa storia ad Olmo in" seconda elementare" dopo aver fatto con lui i panini a forma di lettere maiuscole e aver scoperto insieme come potevano essersi rotte alla signorina Bianca. Purtroppo non ho le foto delle pagnottelle, quindi vi ho fatto un disegnino su come si sono rotte (e girate) la A e la B, le altre scopritele da soli.
ps: se fate questo gioco con i vostri bambini mandatemi le foto, mi farebbe tanto piacere.

giovedì 6 maggio 2010

PAGINE DI GEOGRAFIA dal quaderno di Olmo


Queste sono alcune poesie e disegni che Olmo ha realizzato studiando le regioni italiane.
Normalmente legge su un paio di libri tutte le informazioni sulla regione in oggetto. Sottolinea quello che lo colpisce di più, poi su una cartina muta scrive le regioni confinanti poi la trasforma in un ? e scrive una poesia in rima. La cosa interessante del lavoro che sta facendo ora è che una volta capito il metodo Olmo porta avanti da solo le sue ricerche. La correzione di errori o inesattezze la facciamo insieme a ricerca finita.
Resta comunque mooolto più istruttivo "andare" nei luoghi che studia.
Quando facciamo dei viaggi in regioni che non conosce ci fermiamo a visitarli e sappiamo che li ricorderà.

MARCHE


QUESTA STORIA E' SULLE MARCHE
CHE SON SEMPRE PIEN DI BARCHE
DICON CHE LA BELLA ANCONA
SIA UNA GRAN DORMIGLIONA
E CHE QUANDO ARRIVA IL TRONTO
POI SI DEVE PAGARE IL CONTO

MOLISE


ORA TOCCHERA' AL MOLISE
CHE UN TEMPO MOLTO RISE
LA PROVINCIA E' CAMPOBASSO
DOVE FANNO MOLTO CHIASSO
QUESTO POSTO E' PICCOLINO
TANTO CHE ENTRA IN UN BUDINO



VALLE D'AOSTA





VI PRESENTO LA VALLE D'AOSTA
CHE NON HA UN MARE NE UNA COSTA
DOVE NON FA MAI SOSTA
CHI LAVORA PER LA POSTA
CI VUOLE UNA COSA TOSTA
PER CACCIARE LA VALLE D'AOSTA

VENETO



E' UNA REGIONE ITALIANA
CHE LE GONDOLE MOLTO AMA
E' ASSAI GROSSO MA MOLTO QUIETO
INDOVINA, E' IL VE.....

martedì 27 aprile 2010

l'assurda normativa per dare gli esami di 5° elementare prevede che a sottoporre il bambino alle prove siano gli insegnanti delle medie.

Cari amici, anche quest'anno Olmo dovrà sottoporsi ad un esame, però questa volta ci hanno comunicato una novità: il bambino dovrà sostenere due prove scritte e gli orali di fronte a tre insegnanti della scuola media.
Che assurdità!
A che pro?
La direttrice didattica ci ha detto che anche i bambini che frequentano la scuola Statale devono superare uno scrutinio a Giugno con le loro insegnanti e a Settembre con quelle della scuola media.
Che assurdità!
Comunque ad onor del vero vi allego le 6 pagine del protocollo che ci hanno dato.
La cosa assurda è stata la risposta della direttrice di fronte alle nostre obiezioni sullo stress psicologico che il bambino deve subire:
"Vi dovete assumere la responsabilità della vostra scelta!"
Che assurdità!





mercoledì 21 aprile 2010

A SCUOLA DALLA VITA




Anche per questo ci siamo dovuti informare, per evitare di essere accusati di sfruttamento del lavoro minorile.
Per fortuna in Italia se l'intervento di collaborazione lavorativa del bambino all'interno delle attività lavorative della famiglia è una tantum lo stato non interviene.
Quindi mio figlio, ogni tanto, partecipa ad uno spettacolo o ad un animazione teatrale che noi facciamo con i bambini.
E' stato Capitano nel filiBUStiere, un autobus trasformato in un veliero spagnolo, con il quale arruoliamo giovani pirati,
ha partecipato come Teseo allo spettacolo LABIRINTO.
durante il quale , dopo aver montato un labirinto di 80 metri quadrati, vestiamo da ateniesi 7 bambini per volta e li facciamo entrare perchè ascoltino storie sul coraggio, affrontino prove e si divertano con noi.



Olmo ci aiuta durante gli spettacoli.

é uno gnomo strepitoso nello spettacolo "il carretto del piccolo popolo".
Lo abbiamo sempre portato con noi, sin da quando aveva pochi mesi.
Può decidere di volta in volta se accompagnarci o lavorare se lavora viene retribuito, i soldi finiscono in un libretto e li può prelevare per progetti personali che deve discutere con noi.
Tutto questo è bellissimo ma anche complicato, proprio come la scuola familiare. Ogni volta di deve discutere tutto, modificare e aggiustare le cose, riequilibrare i rapporti senza mai perdere di vista la meta
essere felici di ciò che si vive.

martedì 20 aprile 2010

LE RICERCHE



Sin dal primo anno le ricerche sono state un metodo di studio che amavamo molto.
A seguire riporto alcune pagine su una ricerca cominciata il primo anno sulla LUMACA.
Come vedi il primo foglio è scritto in stampatello maiuscolo, perchè io ho scelto di non stancare il bambino con troppi metodi di scrittura, quindi il primo anno : solo stampatello maiuscolo.


E' stato molto interessante porre la ricerca immaginando di descrivere l'animale ad un cieco.
Olmo ha dovuto usare parole legate al tatto per riuscire nell'impresa.
L'idea della ricerca è nata da un episodio casalingo in cui il bambino ha raccolto questo animale e lo ha osservato facendo mille domande su di lui.
Crescendo la curiosità intorno a questo essere vivente non è diminuita quindi al 3° anno di scuola famigliare abbiamo ripreso la ricerca.

Abbiamo cominciato con quello che sapeva.

Il bambino ora scriveva anche in corsivo, ma non amava farlo quindi... abbiamo deciso di prendere appunti visivi (con disegni sintetici) o didascalie su immagini fotografiche.
Cercavamo informazione su libri e su internet, poi Olmo sintetizzava quel che aveva imparato.

Nella pagina quà sopra le informazioni erano:
le chiocciole sono ermafrodite
depongono uova che quando si schiudono hanno all'interno chiocciole con la casina già formata,
le lumache sono state il primo cibo dell'uomo preistorico.

In questa pagina Olmo riportava i nomi delle chiocciole più "strane" e il fatto che , se ferite, emettono un liquido interno (il sangue) che a contatto con l'aria diventa azzurro.
La fase della ricerca a cui davamo più importanza era l'esposizione orale, il racconto che ne faceva era ricco di particolari ma i punti di riferimento erano i disegni e le brevi scitte che riportava sulla sua ricerca.
Scrivere era funzionale al ricordare e mio figlio ne ha riconosciuto l'utilità.