
Eccoli quà i voti
gli immancabili, insulsi e inutili voti di cui avevamo fatto volentieri a meno per 5 anni.
Ebbene si! Siamo andati a dare l'esame di idoneità, come previsto dalla legge, nella scuola media. Il bambino era un po' teso ( e te credo) l'idea di essere "valutato" da emeriti sconosciuti non garbava a nessuno ma ... la legge è la legge.
Quindi alle 10 del mattino ci siamo trovati (noi famiglia) con i professori (2) e la preside seduti in direzione (dove era stato messo un piccolo banco per Olmo).
Frasi di cortesia, presentazioni e poi si comincia, la direttrice consegna ad Olmo un testo da leggere e gli chiede di farlo ad alta voce (fortuna che è un attore nato, mi chiedo un bambino timido quanto avrebbe sofferto) lui interpreta e se ne asce disinvolto dalla prova, strappa commenti entusiasti sulla lettura egregiamente interpretata, ci guarda e sorride.
E' la volta della comprenzione, la fiaba è bruttina e ad Olmo si legge in faccia che non piace, ma non lo dice, spiega i contenuti riassumendo.
La direttrice gli chiede quali desideri avrebbe espresso Olmo se un mago (come quello della fiaba letta) glielo avesse chiesto. Olmo ci pensa. Una manciata di secondi che sembrano lunghissimi per noi che aspettiamo, lui non ha fretta, non ha mai fretta.
"Vorrei avere un bel pezzo di terra con alberi da frutto e tanti ortaggi biologici, dove chi vuole può andare a raccogliere quel che vuole e mangiare bene"
Che ne sa' la direttrice che Olmo con sua sorella si sta confrontando con semensai, pacciamature, zappe e irrigazioni? Nulla! Quindi la risposta le sembra troppo adulta dunque insiste: "Puoi esprimere anche un desiderio più da bambino" Gli dice, Olmo la guarda, altri secondi di silenzio. Noi che lo conosciamo sappiamo che prende le domande sul serio, a questo punto sta già pensando che ciò che desidera veramente è troppo intimo da raccontare ad un estranea ma, la vuole compiacere e dunque risponde:
"Vorrei morire a 100 anni e vorrei che con me ci fosse tutta la mia famiglia, ancora viva e in buona salute, ancora meglio se potessimo morire tutti insieme, così nessuno soffrirebbe per la morte di un altro"
Cosa ne sa la direttrice delle morti vissute in famiglia da Olmo? Nulla!
Quindi replica poco soddisfatta "Va bene! Procediamo con la prova scritta"
Olmo ci guarda: " Ma questa che vuole? Sembra chiederci?"
Certo che poteva rispondere (come è successo a casa dopo un film simile alla fiaba) "Vorrei essere un cartolaio così pago le carte dei pokemon la metà" Ma che ne sa la direttrice della lunga discussione tenuta in famiglia su come un desiderio, e uno solo, era poco quindi bisognava trovare qualche cosa di molto importante da chiedere.
Comunque si procede, il tema è "Parlaci di te", il ragazzino chiede un vocabolario, comincia a scivere lentamente (vuole scrivere in bella calligrafia e sta cercando di non fare errori) consulta il dizionario più volte, passano i minuti, il silenzio nell'aula si fa pesante ma lui non ha fretta, non ha mai fretta.
"Volete fare un giro nella scuola?" Ci chiede la direttrice "Si!" Rispondiamo dopo aver guardato Olmo che è concentratissimo.
Un prfessore (che scopriamo essere di musica) gentilissimo ci accompagna fra aule e laboratori, sentiamo dei bambini cantare e ne vediamo altri giocare a pallavolo nel giardino fuori. Incontriamo insegnanti conosciute in altre esperienze. Parlottiamo di questo e quello poi torniamo. Olmo ha scritto una pagina ma sembra ancora assorto.
La direttrice che si è concentrata al computer lo guarda e dice " Con la scrittura dovrai esercitarti un po' durante l'estate, sei un po' lento"
Vorrei urlare. Mi trattengo, ci tratteniamo un po' tutti. Olmo conclude, rilegge e consegna.
Prova di matematica : moltiplicazione e divisione a 3 cifre con la virgola.
E le frazioni? le potenze e la geometria? Non c'è tempo per verificare ... meglio pensiamo tutti, ma in fondo un po' ci dispiace, questi insegnanti non hanno voluto vedere neanche i quaderni che abbiamo riempito durante l'anno, le poesie, le figure solide costruite con cartoncini e nastro, le ricerche e ... meglio così, ce ne andiamo prima. In fondo è un esame pro forma, il bambino ci ha chiesto di fare un tentativo di inserimento , il prossimo anno vuole andare alle medie come tutti gli altri, la preside ci ha spiegato che "tanto rifanno tutto da capo", quindi ora ci guardiamo intorno e non vediamo solo una scuola, vediamo un luogo dove nostro figlio il prossimo anno affronterà una nuova e ben più importante prova, l'integrazione in un sistema totalizzante (ingresso alle 8 uscita alle 13,05 tutti i giorni compreso il sabato e due giorni di rientro con menza alla settimana fino alle 16) il rapporto con adulti abituati a dividere gli esseri umani in categorie con tanto di test e moduli appropriati e poi orari e tempi da rispettare e Olmo che non ha mai fretta.
L'esame si conclude dopo una serie di schede di grammatica e una domanda sulle province di geografia. La preside si congratula con Olmo che è stato promosso, dopo un ora e mezza di esame siamo fuori, Olmo vuole andare di corsa a casa per spogliarsi e fare un bagno sul laghetto.
"Che ti hanno dato papà, che cos'è quel foglio, me lo fai vedere?"
Il foglio ve lo allego, certifica i livelli di competenza e i voti dell'allievo.
"Sono intermedio! A scrittura misà che c'ho preso 7 è ma'? Non è mica tanto? Vero? E che significa capacità e potenzialità specifica rilevate nell'area?"
"Nulla figlio mio, quei numeri e quelle scritte in realtà non significano nulla.
Sei stato bravissimo, sii orgoglioso di te".
Domani è già estate, l'esame un ricordo e all'autunno ci penseremo più in là.