venerdì 12 giugno 2020

Grazie a tutti quelli che mi hanno dato fiducia scaricando il mio corso di disegno per bambini e spero sarete ancora molti quelli che dovrò ringraziare ahahaha.



Per qualsiasi altra informazione trovate tutto www.marialuisamorici.com


martedì 19 maggio 2020

CORSO DI DISEGNO PER BAMBINI 
Non è mai stato più semplice di così


Federico è allo sbaraglio, dalla prima lezione del corso dove non riusciva neanche a tenere una matita nelle zampette ora si sente un artista affermato va addirittura dicendo che ha inventato una nuova corrente artistica la Squit art che lo porterà a venir ricordato per sempre. Come ha fatto ad imparare? ma seguendo il mio corso per bambini di disegno! Se volete diventare come Federico ( non topi ma disegnatori) non potete farne a meno
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sabato 16 maggio 2020

IO NON CI STO !
Ieri ho parlato con una mamma che, contenta, mi annuncia che i campus e le attività all'aria aperta per bambini possono ricominciare.
Basta sanificare ambienti e attrezzature tutti i giorni, adeguare gli spazi esterni affinché i bambini non stiano tutti ammassati ( quindi via piccole piscine sabbiere ecc. ) Ogni operatore può lavorare con 7 bambini che devono arrivare ai locali accompagnati sempre dallo stesso adulto ( possibilmente non anziano) a turni, uno ogni 5/10 minuti, naturalmente all'ingresso deve esserci una fontanella per lavarsi le mani, non ho ancora capito se i bimbi da 5 a10 anni devono portare la mascherina, e se poi, dopo aver fatto un cospicuo investimento per adeguarsi a tali regole PIOVE ? Se fuori sotto ombrelloni e gazebo (che dovrei comperare) fanno 35 gradi e si boccheggia? Li lascio li perché nel locale fresco non ci si può entrare?Se un bambino cade e gli altri lo vanno a confortare abbracciandolo? Se vedo una faccina triste e mi viene di coccolarlo? E quando faccio gli esercizi di teatro ? Non potremmo fare più un cerchio, un ponte tibetano ( tutti sdraiati vicini come le assi di un ponte e uno che si rotola sopra) uno stop in coppia, uno specchio ... e con i muccoletti come facciamo? Davvero mi presento ai bambini con mascherina e guanti ( che impediscono il 50% dei movimenti per realizzare i laboratori) a, dimenticavo, dovrei misurare la febbre a tutti in entrata e in uscita.
IO NON CI STO!
E badate bene, non sono regole indicative, di buon senso, ci saranno persone pagate per vigilare. Parenti amici, vicini e passanti pronti a denunciare.
Ho passato anni a lavorare affinché i bambini possano abbracciarsi senza sentirsi giudicati, possano tenersi per mano, inventare attività entrare in contatto e l'ho fatto usando uno strumento potentissimo, il sorriso e adesso ?
Volete davvero che diventi un vigilantes?
Non ho la fisicità, credetemi.
Io immagino che non ci si renda conto di che significa lavorare con i bambini.
Oppure ci si aspetta che sotto sotto zitti zitti gli operatori aprano comunque e si assumano la responsabilità di trasgredire alle regole senza essere visti.
Vi faccio un riassunto, dovrei:
spendere soldi per adeguare il posto,
assumermi la responsabilità di trasgredire alle regole mettendo in pericolo i bambini, me e tutti quelli che con noi verranno a contatto,
lavorare da schifo come un controllore,
andare contro a tutti i miei principi
per ospitare 7 e dico 7 fortunati soldatini al lager di Luisa.
IO NON CI STO!
E allora, dal canto mio preferisco lavorare con un topo, il grande Federico, montare video, preparare schede, immaginare laboratori a distanza che facciano sorridere. E intanto aspettare, aspettare che gli adulti ritrovino il senno. E prepararsi per il futuro, perché bisognerà essere preparati quando i bambini verranno ancora più distanti, impauriti di prima, incapaci di toccarsi, pieni di paranoie e sospetti.
Lucido il mio sorriso ogni giorno, invento e preparo per loro, parlo e mi confido con voi e aspetto.
Nella foto Federico vitruviano, e sì perché intanto Federico dopo aver fatto il corso di disegno si crede Leonardo da Vinci ahahahah!

mercoledì 13 maggio 2020

venerdì 6 ottobre 2017

Ho conosciuto un bambino cieco che piange se dici MATEMATICA



Ora, neanche a me piace la matematica, però non piango più.
Alex è un ragazzino di 7anni, frequenta la seconda elementare, è molto intelligente, empatizza con facilità, ha un ottimo contatto fisico con cose, persone, animali. Sorride facilmente, abbraccia facilmente, ma se gli dici " facciamo matematica" la sua faccia subito s
i incupisce e diventa lamentoso.
Per questo la sua mamma mi ha chiamato.
Per prima cosa ho parlato un po' con lei senza il bambino. Pare che le tre figure fondamentali nell'ambito MATEMATICA ( e già comincia a venirmi da piangere) siano l'insegnante di matematica, l'insegnante di sostegno e la mamma. Tra queste tre persone deve esserci un problema, fatto sta' che il bambino non vuol sentire parlare di matematica. Eppure è molto bravo in tutte le altre materie e i concetti che stanno affrontando ora sono ancora semplici, parliamo di saper contare, fare addizioni e sottrazioni a due cifre e piccoli problemi.
Dopo essermi informata su quale ausili gli propongono e aver scoperto che hanno introdotto l'abaco con un metodo che pure io non capisco, imparo l'uso di una tavoletta di gomma che, con l' ausilio di una semplice penna, trasforma in segno in un rilievo ( geniale) e vedo come la mamma lo usa per proporre un problema al bambino.
In buona sostanza la mamma disegna degli oggetti stilizzati proprio come li vediamo noi per esempio una coppa di macedonia è così:



E con lo stesso principio prospettico tutte le altre forme.
Io a casa ho preso una coppa, ho chiuso gli occhi e l' ho toccata, immaginando di non sapere cosa fosse.
Nella mia mente si è formata un immagine "picassiana".

 dell'oggetto, per nulla simile al disegno della mamma.



Insomma già sulla faccenda del disegnare oggetti ho i miei dubbi, se poi ci aggiungiamo l' abaco con le posizioni di decine e unità invertite, Dio ci scampi e liberi ( come diceva mia nonna). Ma io dico, perché complicare le cose. A questo splendido bambino piace toccare gli oggetti, lo fa con garbo e si diverte.
Allora diamogli degli oggetti da toccare e, per ora, non diciamogli che sono matematica.





A casa ho trovato una scatola con dentro otto scatoline, in ognuna o messo dei piccoli oggetti (20 per ogni tipo) le scatoline si possono togliere dal vassoio che le contiene, così possiamo liberarlo per mettere gli oggetti quando dovremmo separarli per risolvere un problema.

INCONTRO 1°

6 ottobre 2017 ore 18,30
Sono con Alex in cucina, appoggio la scatola sul tavolo e gli chiedo se ha voglia di indovinare che cosa c'è dentro, con una sola accortezza, non mescolare i contenuti.
È stato molto divertente, li ha indovinato tutti, abbiamo riso e deciso di sostituire le mollette perché si rompono subito. I bastoncini di fil di ferro peloso gli sono piaciuti molto, li abbiamo modellati, ottenendo un cerchio, una spirale, un cuore e poi un cavallo. Dopo un ora me ne sono andata, abbiamo parlato di tante cose, di Ercole e dell'Idra, della voce del vento che soffiava forte quella sera, della sorellina che tra qualche mese nascerà. Questo bambino è molto bello.
Alla fine gli ho chiesto: ti sei divertito?"
"Si!" Mi ha risposto.
" Bene, perché questa era la nostra prima lezione di matematica ahahahaha!"

sabato 22 aprile 2017

In giro per casa


Mi siedo e guardo la cassettiera del bagno.
Un paio di cuffie, per ascoltare senza disturbare anche alle 4 di notte, un libro di storia e geografia delle medie perché "loro" ogni tanto hanno bisogno di ripassare argomenti che non ricordano più, un rotolo di carta igienica finito che NON si può buttare e allora viene zeppata nel cassetto degli asciugamani.
Casa nostra.
Quel luogo dove ci sentiamo protetti, dove ci riposiamo, studiamo, collaboriamo ognuno come può. Olmo non va a scuola ma studia e legge, lo fa sempre e solo per se, per il bisogno di sapere. Non ci sono regole, nessuno pretende da altri. Ci ho messo un po' per capirlo, è una questione di fiducia, non ci sono voti o valutazioni non è necessario dimostrare nulla a nessuno. La gente  mi chiede : " ma Olmo adesso che fa?"
Vive, risponde alle esigenze della sua età.
Sorride, si perde e si ritrova
si cerca.
Non gli chiedo mai cosa vuoi fare da grande?
Che imbecillità potrebbe rispondermi, che ne sa? Che ne sappiamo. Solo i morti conoscono il loro futuro.
Io so di aver seminato, ogni tanto vedo un semino che germoglia.
Ho lavorato l'argilla per anni, i miei figli sanno come si fa ma non sono mai stati costretti a farlo, è un lavoro troppo bello per essere obbligato. E poi, una notte mia figlia non viene a dormire, al mattino trovo strambi personaggi in argilla pronti per la cottura, un semino che germoglia in una nuova pianta.


Ecco il nuovo che si fa largo con la sua idea.
Non lo so che ne sarà dei miei figli.
Non so neanche che ne sarà di me.
So che sanno difendersi, che sanno cercare


(Aurora ha trovato uno degli ultimi titoli in circolazione)

Che non lasciano che gli altri scelgano per loro.
Spero solo che non chiedere loro di essere inseriti per forza in un sistema discutibile come quello che ci circonda ora, li aiuti a trovare la propria strada, qualunque sia.
Abbiamo fatto bene?
Noi, quelli delle scelte fuori dal coro, noi abbiamo fatto bene?
...
E voi?

venerdì 21 aprile 2017

Parlare con me è gratis





Qualche settimana fa una donna mi ha telefonato, ha 6 figli e vorrebbe fare scuola famigliare. Ho colto l'occasione per conoscere una persona nuova e andare al mare e ci siamo incontrate. Mi ha chiesto delle informazioni, alcune risposte le conoscevo, altre no. Le ho parlato di una rete di persone che si scambiano informazioni sul web. Adesso ci sentiamo e progettiamo una collaborazione. Ieri ho risposto ad una mail ( da anni mi succede, ho un blog sull'argomento) una donna mi chiedeva se ero disponibile a parlare con lei, le ho detto di sì, mi ha chiesto quale fosse la mia tariffa oraria.
...
Cioè ?
Insomma si aspettava di dover pagare per parlarmi?
Ora io capisco pagare per acquistare un libro, pagare per far parte di una rete di gente che ha bisogno di aiuto già mi sta' un po' strettino, ma pagare per parlarmi ? Ahahahah! Sarei ricca. Allora ho chiesto a mia figlia di togliere la pubblicità su questa pagina ( io non lo so fare) perché forse è il karma che mi vuol stupire portandomi indietro tanta follia. E poi vi dico, a voi che siete perplessi, indecisi o dubbiosi. Tutte le informazioni tecniche si trovano sul web, basta cercarle. Ma se avete bisogno di scambiare due parole, di essere rassicurati, di una pacca sulla spalla allora accertatevi di non dover pagare, perché anche questa bella realtà della scuola famigliare non diventi un business, non venga venduta o comperata, perché qui' stiamo parlando di diritti e non di prodotti.

venerdì 24 marzo 2017

DIVERSI



Non sono mai riuscita a dire ai bambini
voi siete tutti uguali
perché credo profondamente che non sia vero.
Però alcuni di loro puntano il dito verso qualcuno
dicendo 
"lui è diverso!"
Bene, dico io, allora tu sei uguale,
 ma uguale a chi?
uguale a che?
Bene, formiamo allora un bel gruppo di uguali

TUTTI DA QUESTA PARTE VI PREGO,
 VOGLIO VEDERE ALLA MIA DESTRA
 TUTTI I BAMBINI UGUALI,
GRAZIE !

Succede il finimondo ahahahah!
Cominciano col dividersi in maschi e femmine
alti e bassi, da una parte quelli che sono amici
dall'altra coloro che hanno la stessa età.
Che confusione.
Alla fine ci siamo seduti:
"d'accordo, facciamo prima a scrivere sulla lavagna 
le cose che ci rendono tutti uguali."


perchè, cari miei,
essere uguali, ma proprio uguali uguali
non è così semplice, non ci credete?
facciamo un gioco
io vi do dei quadrifogli
tutti uguali
dei pennelli
tutti uguali
un colore a tempera azzurro
per tutti uguale
e un colore giallo
uguale per tutti
adesso dipingetemi un prato di quadrifogli
tutti uguali



conclusione:
UN PRATO DI QUADRIFOGLI
TUTTI UGUALI
NON ESISTE
andiamo fuori e osserviamo la natura
alla fine, ma solo alla fine
possiamo dire che neanche una classe di bambini tutti uguali esiste
e allora se troviamo questo gioco divertente potremmo puntare il dito 
verso chiunque ed essere certi che colui che indichiamo
è sicuramente
diverso

martedì 21 marzo 2017

L'importanza della caccia al tesoro

Ho sempre usato la caccia al tesoro anche per fini didattici. Con Olmo la geografia è stata tutta una caccia al tesoro. Ma come si organizza?
La più semplice:
Il capo dei desideri urla: "voglio, voglio, voglio ... la cosa più fredda ( ruvida, piccola, profumata, strana ecc...) Che c'è. Stabilite un territorio e i limiti, tipo che non si possono sradicare piante o smontare mobili ahahahaha! E poi contate fino a 50. Date un punteggio per ogni oggetto portato. La variabile interessante è : voglio voglio voglio una cosa che comincia con la S ( si possono portare anche cose astratte come un sentimento o cose divertenti come un salto o un sorriso). Ai bambini piace molto e se li ascoltate vi diranno cose magnifiche come Elia


Che alla richiesta voglio una cosa trasparente ha messo le dita a mo'di cerchio e mi ha detto:"l'aria che c'è qui'dentro".

La caccia al tesoro con gli ingredienti

Si fa per preparare un laboratorio. Per esempio di pasta di sale. Nel giardino o in casa nascondi sacchetti con la farina vasetti con l'olio e colori, i bambini cercano, trovano, si scambiano gli ingredienti prima di iniziare.

Caccia al tesoro dei numeri
In giro ci sono foglietti di diversi colori, cercateli.
Solo quando li consegnano sapranno che ad ogni colore corrisponde in punteggio. E via tutti a contare.



Caccia al tesoro con mappa

Dovete preparare una pianta del luogo dove avrete deciso di fare il gioco.



Dare una copia ad ogni bambino con la crocetta sul luogo del SUO tesoro. Io preferisco farle individuali, ci vogliono più mappe fotocopiate ma i bambini si divertono di più.


Comunque vogliate organizzare una caccia al tesoro cercate sempre di non scoraggiare nessuno.
Anche solo nascondere piccole cose ogni mattina diventa un appuntamento con la scoperta, la sorpresa e il gioco.


Noi ne organizzavamo  una ogni mattina e, un giorno una mamma mi ha detto:
" Da quando fate fare queste cacce al tesoro mio figlio ha imparato a cercare. Ora se gli dico di prendere i calzini nel cassetto li trova da solo."

Ahahahah

giovedì 16 marzo 2017

I BAMBINI E LO SCHERMO



E VOI COME FATE?
Come convivete con la tecnologia a disposizione dei vostri figli?
Ho messo questa foto all'inizio di questo testo perchè a me ha insegnato molto.
Avevamo appena finito un laboratorio con i cartoni riciclati,
i bambini si erano divertiti molto


tagliare, dipingere, realizzare un idea personale
alcuni avevano fatto delle automobili
altri dei cavalli
e poi ... un gruppetto di loro
aveva realizzato dei televisori
con tanto di filo della corrente, spina e presa di cartone
li accendevano e li spegnevano
ma, soprattutto ci giocavano.
Chi aveva fatto un' auto faceva 
"Bruuum! Bruuum!"
e dava passaggi ai compagni.
Chi era in un cartone/cavallo galoppava nel giardino 
ma i miei "televisoristi"?
Loro stavano sdraiati a terra a pancia sotto
guardando uno scatolone nero ... vuoto.
Ho pensato :"Si stancheranno presto, non è un bel gioco!"
e invece sono rimasti cosi almeno venti minuti.
"Che vedete di bello?"
Ho chiesto loro fingendo di passare di lì per caso.
"La televisione!"
Mi hanno risposto.
LA TELEVISIONE
mi è parso che in fondo sapessero che non era importante 
cosa proponesse la televisione, che a quel gioco si giocasse così.
Stare fermi e guardare fisso quel punto.
Sembrava quasi una meditazione
chissà dove andavano i loro pensieri?
Restavano a fissare uno scatolone
ho chiesto alla fine del gioco che programmi avessero visto,
credevo proiettassero le immagini a cui erano affezionati, magari la sigla di un cartone
invece no, mi guardavano come i giovani guardano i vecchi che non capiscono dicendomi :
"la televisione Luì ! Abbiamo guardato la televisione."
E VOI COME FATE?